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Biker for happiness

Alla ricerca della felicità...con due ruote!



Spesso parliamo di benessere come se potessimo semplicemente trovarlo in qualsiasi negozio o supermercato. Ma dopo un'affannata ricerca, la sensazione che resta è quella di pura delusione, proprio perché ci rendiamo conto che lì dove lo abbiamo cercato non era il posto giusto!

Allora dove andare? Magari proviamo in un grande centro commerciale?

In quei luoghi c’è sempre tanta gente, e allora diciamo a noi stessi: "vedrai che troverò anch’io quello che mi renderà finalmente felice!"




Appena usciamo fuori da questi luoghi stracolmi di ogni ben di dio, ci capita di avvertire un certo disagio. Abbiamo la sensazione di essere più storditi del solito e pure arrabbiati, magari perché facendo la fila alla cassa ci siamo imbattuti nel solito furbetto che ci è passato davanti, oppure perché nelle corsie, una persona un poco sbadata e con molta fretta, con il suo carrello della spesa ha attentato alle nostre caviglie.


Ma allora, dove si trova questa benedetta felicità?

Non eravamo nati per essere felici?

Una serie di domande, queste, che ci fanno stare male, eppure basterebbe rimanere un po’ in silenzio, magari in solitudine, per zittire la mente e permetterle di lasciare andare tutti i pensieri negativi, proprio come nuvole passeggere spazzate via dal vento.


In questo modo potremmo finalmente renderci conto che la felicità è già dentro di noi: si, proprio dentro di noi!

L'ira, l'ansia, la paura, sono tutte emozioni che offuscano la nostra mente e non ci permettono di vederla, di sentirla. In questa modalità la nostra mente non è più al nostro servizio ma ci GOVERNA!

Lev TolStoj, scrittore, filosofo ed educatore russo del XIX secolo, esprime questa idea di felicità in questa significativa frase: “Non attendere la felicità. Inseguila e se vuoi essere felice, comincia ad essere felice".

Da questa bella ed interessante frase parto per una considerazione importante.

Il cambiamento inizia da te

Comincia a farlo nel tuo piccolo, trova la tua motivazione e spargi gentilezza a casaccio, in ogni momento della giornata, e vedrai che questa dilagherà a macchia d’olio donandoti la felicità che meriti!

Pensiamo a tutte quelle volte che qualcuno è stato gentile con noi e come ci siamo sentiti felici, apprezzati ed amati, riconosciuti.

Uno studio dell’università di Oxford del 2018, ha analizzato un campione di migliaia di individui per valutare quali fossero gli effetti della gentilezza sulla quantità di felicità che era in grado di determinare.

A questi individui è stato chiesto di praticare atti di gentilezza tutti i giorni per una settimana.

Al termine della prova hanno riscontrato che gli indicatori della felicità erano aumentati. L’aumento della felicitàavveniva a prescindere dal fatto di conoscere o meno la persona verso la quale si dimostravano questi atti di gentilezza.

Questo risultato dimostrò che la pratica della gentilezza diveniva essa stessa una terapia positiva.

Questo senso di benessere, di semplicità, che conduce incantevolmente a quella felicità tanto cercata con affanno, lo ritroviamo in tutte quelle occasioni che nascono laddove risiede il piacere di “condividere” ciò che finalmente ci fa stare bene, perché ci fa sentire di essere liberi, liberi di agire, di provare emozioni, di amare ed essere amati.


Fermiamoci un attimo e pensiamo di essere un Biker, quelli con la “B” maiuscola, non quelli esaltati come quei “simpatici” automobilisti che scambiano la strada per una pista!

Pensiamo di essere quel “Biker maturo” e consapevole delle meravigliose emozioni che può provare guidando la sua “adorata” moto! Tutto quello che un motociclista cercherà in ogni tratto del suo percorso - non importa se si tratterà di un giretto di qualche chilometro sulle colline dietro casa o di un pellegrinaggio lungo come “Il cammino di Santiago” - sarà sempre e soltanto la sensazione, la consapevolezza di essersi mosso in armonia con la sua strada, di aver assaporato quelle emozioni che proverà nell’attraversare belle strade alberate, dritte o tortuose che siano, che lo faranno ondeggiare seguendo il percorso che attraversa colline verdeggianti che tagliano il cielo azzurro, attraversato dalle nuvole come se fosse trasportato dal vento, facendolo vibrare come le particelle d’aria durante un concerto.

Guidare sarà come suonare una bella musica, dove il "suono" del suo motore è in armonia con il suo respiro che ne diviene metronomo per scandire il tempo.

Come insegna la filosofia Zen, non è importante ciò che vogliamo raggiungere o l’obiettivo che ci prefiggiamo, ma tutto ciò che abbiamo fatto e la strada percorsa per raggiungerlo, perché essa ci avrà reso più ricchi insegnandoci cose che non sapevamo.

La moto non è un semplice mezzo per condurci ad un luogo, al contrario, è qualcosa che ci rende consapevoli del fatto che la vera felicità è nel momento che si sta vivendo, e non importa dove si sta andando e quando si arriverà.

Se ci concentriamo esclusivamente sull’obiettivo sicuramente lo raggiungeremo, ma avremo comunque perso la parte più interessante del “qui e ora“ che ci consente di assaporare e gustare quello che ha da offrire il momento presente.

Come faccio a trasmettere gioia, serenità, felicità se sono triste ed infelice?

Una delle prove più difficili del motociclista dedito al moto-turismo è il viaggio in solitudine.

Spesso sentiamo dire che per stare bene con gli altri è importante prima di tutto stare bene con se stessi.

La prova del “Biker in solitaria” diviene così metafora e fondamento per trovare il benessere personale.

Fare un viaggio in moto da soli - secondo il “biker globetrotter” - è un'esperienza che prima o poi va fatta: è un "viaggio" dentro se stessi fino a raggiungere le profondità dell'anima.

Un'avventura dalla quale si impara l'arte di arrangiarsi, ad essere autosufficienti ai bisogni che si incontreranno durante il percorso, ad essere sicuri di sé durante la guida e le soste.

Proprio durante le soste, il Biker impara a prendersi cura della sua compagna di viaggio, a saper vivere bene la sua solitudine, a non aver bisogno della presenza di altri, riuscendo così a godere della compagnia di coloro che incontrerà per caso.

Questo darà la possibilità di creare rapporti umani più profondi, veri e non certo rapporti condizionati da regole di convivenza che spesso si rivelano falsi. Da qui sarà possibile percepire quello spirito di solidarietà e di sintonia dell’altro che, inevitabilmente, porterà a condividere quella felicità, quella gioia attraverso la gentilezza che avrà sperimentato nel suo viaggio.

Soprattutto nelle prime ore del viaggio in solitaria, arriveranno momenti in cui sentiremo quel groppo in gola che ci spingerà a cambiare idea e farci tornare sui nostri passi, quelli che già conosciamo, ovvero che abbiamo già sperimentato, ma che nulla di nuovo hanno da insegnarci, poiché ci riporteranno lungo quella strada più semplice ma priva di nuovi stimoli ed emozioni che ci rendono felici, che alimentano la fiamma della nostra vita e ci consentono di crescere e migliorarci come persone.

Ma tutto questo sarà solo il frutto della nostra mente che, come spesso accade, sceglie percorsi sicuri e meno faticosi per garantire la sopravvivenza. Un atteggiamento questo che deriva dalle parti più antiche e profonde della nostra mente razionale, che ci crea condizionamenti, a volte dannosi, per la nostra crescita personale.

La vita è un bellissimo viaggio, e quello del Biker è la metafora della vita stessa, che ci permette di praticare la felicità più che cercarla, perché solo quando avremo finalmente avuto il coraggio di sperimentarla potremo raggiungere quel gradino più elevato che ci permetterà di condividerla con gli altri: non vi è vera felicità se non è condivisa e vissuta con le persone che amiamo.

Ricorda: “Gentilezza e Felicità corrono su due binari paralleli e sono due entità separate, ma insieme consentono di andare avanti lungo la strada che conduce al vero benessere personale.”

E tu, come credi di trovare la tua felicità?

Buona pratica e buona strada!

Dott. Donato Lioce




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