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Il disturbo della meteoropatia

Aggiornamento: 1 lug



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Le variazioni climatiche improvvise generano  malessere, irritabilità  e vertigini 

Dopo una giornata intensa, finalmente decido di rilassarmi!

Inizio a pianificare il mio weekend con l'idea di raggiungere una meta non troppo lontana, ma allo stesso tempo diversa dal solito, in modo da spezzare la mia routine settimanale.

Parola d’ordine: entusiasmo ed ottimismo.

Prendo tutto ciò di cui ho bisogno, anche se non sono ancora sicuro di dove andare e cosa fare, ma l'idea di raggiungere il mare, di sentire il calore del sole e la sabbia sulla mia pelle diventa sempre più nitida nella mia mente. Le mie mani indaffarate iniziano a preparare il necessario: costume, crema solare, asciugamano ecc..

Ma in questi casi c’è una domanda ricorrente:

“Che tempo farà? Siamo sicuri che la giornata sarà adeguata anche solo per un breve bagno?”.

Il mio occhio inizia rapidamente a cercare lo smartphone per consultare, attraverso il sito oppure l’app, le previsioni meteorologiche, sperando mi appaia un bel sole giallo nella località prescelta e soprattutto nella data programmata. “Noooo! Incredibilmente il tempo sarà “bello” per tutta la settimana, venerdì, invece, inizierà a rannuvolarsi e probabilmente ci sarà un po' di pioggia con un tasso alto di umidità.”


Anche se le previsioni sono abbastanza attendibili, preparo imperterrito tutto ciò di cui ho bisogno per la mia gita fuori porta.

“Non voglio arrendermi al primo ostacolo!”

Venerdì sera, ormai pronto per la partenza per il tanto sperato e programmato weekend, mi accorgo che qualcosa non va… Il mio buonumore inizia a vacillare, l'irritabilità inizia a prendere il sopravvento e il mio umore inizia a fluttuare come una barca in mezzo al mare.


All’improvviso percepisco una vertigine, come un’onda che ti sbanda, come se fossi proprio in quella barca.

“Non sarò mica meteoropatico?”

Ho così sperimentato per la prima volta la connessione tra il mio umore e il tempo meteorologico.


Ma cosa significa realmente essere meteoropatico? Esiste una base scientifica?

La parola meteoropatia sta ad indicare un “disturbo affettivo stagionale". 

In numerosi libri, riviste e interviste, abbiamo spesso sentito parlare di questa sindrome, che è caratterizzata da una serie di sbalzi d'umore ciclici e di sensazioni fisiche “spente” che condizionano la nostra giornata.

Sotto il profilo scientifico, le prime scoperte risalgono a quando lo psichiatra Norman E. Rosenthal (1984) individuò e definì la meteoropatia come Disturbo Affettivo Stagionale (Seasonal Affective Disorder, SAD), in cui appariva la difficoltà dell’organismo ad adattarsi ai cambiamenti climatici (meteoropatici).

I disturbi legati alla meteoropatia  hanno interessato scienziati e studiosi sin dai tempi remoti. Sia Ippocrate (400 a.C.) che Aristotele avevano compreso che il comportamento umano subiva dei cambiamenti causati dalle variazioni climatiche.

Le persone più colpite dalle fluttuazioni atmosferiche vengono solitamente definite “meteoropatiche”, ma questa definizione non mi soddisfaceva.

Ho così iniziato ad effettuare alcune ricerche un po' più approfondite sull’argomento ed ho scoperto che alcuni disturbi psicofisici sono legati al sistema nervoso, in particolar modo il sistema autonomo (sistema nervoso autonomo).


Esso ha la capacità di regolare le funzioni vitali dell'organismo attraverso meccanismi nervosi, indipendenti dal controllo della volontà. In questa specifica descrizione potrebbe risultare interessante il profilo di una persona neurolabile, ovvero chi presenta una maggiore sensibilità agli adattamenti atmosferici.


Ecco alcuni esempi di fenomeni meteorologici che potrebbero influenzare il nostro equilibrio psico-fisico:

Modificazioni improvvise della temperatura: freddo - caldo afoso umidità;

Pressione atmosferica: alta pressione (soleggiato), bassa pressione (potenzialmente piovoso);

Temporali.


A queste variazioni atmosferiche sono associati sintomi come nausea e fastidio allo stomaco, sonnolenza, capogiri, difficoltà nel concentrarsi, calo dell’appetito e alterazioni dell’umore.

Questi sintomi sono degli indicatori che qualcosa, a livello psicofisico, sta cambiando. Stiamo assistendo ad una modifica del nostro equilibrio omeostatico.


L'impegno della ricerca scientifica nell’analizzare questo tipo di fenomeni è molto elevato. In realtà ci sono ipotesi a riguardo che pongono l’attenzione sui livelli di alcuni ormoni, tra i quali la serotonina (5-idrossitriptamina). Questo ormone, definito “l’ormone della felicità” o “del buon umore”, è un neurotrasmettitore prodotto dai neuroni serotoninergici nel sistema nervoso centrale e nelle cellule epiteliali endocrine della mucosa gastrointestinale (enterocromaffini) nell’apparato gastrointestinale ed agisce su alcune importanti funzioni biologiche, tra le quali: regolazioni del sonno, l’appetito, l’attività sessuale…


Un altro ormone che merita la nostra attenzione è la melatonina (N-acetil-5-metossitriptammina). Essa agisce sull’ipotalamo ed è comunemente associato alla regolazione sonno-veglia. Si evidenzia come le correlazioni tra questi due ormoni abbiano un importante riscontro sul nostro equilibrio psicofisico, in quanto la serotonina viene definita precursore biologico della melatonina e viene stimolata dalla luce, mentre la melatonina viene rilasciata durante il buio, durante le ore notturne.


Qui di seguito alcune azioni che potrebbero migliorare l’adattabilità alla meteoropatia:

Evitare di stare all'aria aperta nelle ore più calde della giornata (10.00 - 16.00);

Rimanere idratati bevendo acqua, succhi di frutta, sali minerali…

Usare tende o schermature sui vetri;

Non eccedere con le pietanze caloriche; prediligere alimenti sani e leggeri (frutta verdura di stagione);

Evitare sostanze alcoliche ed eccitanti;

Fare docce fresche o bagni;

Fare pause frequenti;

Se possibile, frequentare posti freschi e climatizzati;

Indossare abiti comodi, larghi e di colore chiaro e di cotone, evitando materiali non traspiranti;

Non praticare sforzi o attività sportive nelle ore più calde al fine di non sovraccaricare l’organismo;

Porre attenzione alle persone più sensibili, come i bambini o gli anziani.



Dott. Antonio Nuzzachi

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