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È ora di fare l'albero di Natale?


Il giorno dedicato alle decorazioni natalizie, in gran parte d’Italia, è l’8 dicembre, per altri invece è  il 6 dicembre, San Nicola. Altri ancora lo decorano nel giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre. In Germania, la tradizione vuole che l’albero sia addobbato il 24 dicembre e che i bimbi appendano le proprie calze sui caminetti la notte del 5, aspettando l’arrivo di San Nicola. Negli USA, invece, sono soliti allestire le proprie case il giorno successivo al Ringraziamento, che cade il penultimo giovedì di novembre. 


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Le tradizioni vengono a volte infrante. Sarà capitato a tutti di conoscere almeno una persona, desiderosa di creare nella propria casa un’atmosfera natalizia qualche settimana prima, rispetto alle usanze tradizionali.


Solitamente si tende a descrivere queste persone come “esagerate” e a non guardarle di buon occhio. E se, invece, avessero ragione?

Il Natale è un periodo dell’anno che rievoca in ognuno di noi dei sentimenti forti, piacevoli o spiacevoli, libera emozioni e bisogni inespressi e ci riconnette con i ricordi della nostra infanzia.


Natale, per molti bambini, rappresenta un periodo caldo, amorevole, pieno di magia e di familiari. 

Crescendo, la nostra percezione del Natale cambia, lo stile di vita ci allontana da questa festività: il lavoro, le preoccupazioni, lo stress, la razionalità, prendono il sopravvento, e la magia svanisce.


Ogni Natale porta con sé un po’ di nostalgia ma non sempre ha un’accezione negativa. Possiamo provare una nostalgia malinconica e dolorosa nel rievocare dei ricordi lontani, traumatici, e ciò  potrebbe portarci a sperare che finisca il prima possibile.


Esiste, però, un altro tipo di nostalgia, quella che comporta la rievocazione di ricordi felici e amorevoli, che ci fa sentire sereni e tranquilli, come se fossimo avvolti in un caldo abbraccio. Ecco, questa nostalgia che potremo definire “positiva” rievoca il bambino che è in noi, ci riconnette con la nostra vita infantile e ha il potere di farci desiderare che il Natale duri il più possibile. Ed ecco qui che fioccano lucine, trenini, presepi, schiaccianoci ed alberi di Natale, fin dalla metà del mese di novembre.


Analizziamo ora ciò che avviene, da due diversi punti di vista: quello fisiologico e quello emotivo.

Come evidenziato da Steve McKeown (psicologo)  e da Deborah Serani (psicologa e psicoterapeuta), l’immergersi nel clima natalizio, e l’esporsi ad azioni tipiche della tradizione, può attivare i meccanismi cerebrali del piacere, stimolando così il rilascio di quelli che vengono definiti “feel-good hormones”, gli ormoni del benessere, come le endorfine, la dopamina o l’ossicotina.


Questi alleviano lo stress, allontanano l'ansia o la tristezza e favoriscono il buon umore.

La dottoressa Serani evidenzia come, in accordo con quanto affermato dalla cromoterapia, le decorazioni natalizie con le loro luci e i loro colori abbiano la capacità di incrementare il nostro livello di benessere.


Ma non dipende solo dai nostri ormoni. Il Natale ci aiuta a riprendere il contatto con il bambino che è in noi e inserisce una novità all’interno della nostra quotidianità, consentendoci di allontanarci da essa e dai nostri problemi, almeno per un breve periodo di tempo. 

È stato proprio il dott. McKeown, in un paper sul Journal of Enviromental Psychology, ad affermare che «in un mondo pieno di stress e ansia, le persone amano associarsi a cose che le rendono felici e il Natale e le decorazioni natalizie evocano forti sensazioni infantili».


Essere circondati da luci, immergerci nella gioia di donare un pensiero all’altro, decorare l’albero di Natale, permette ai ricordi gioiosi di riaffiorare alla mente e ci fa riconnettere con le persone care che abbiamo perso, per qualsiasi motivo, donandoci un senso di familiarità e tepore simile a quando una persona amata ci avvolge in una calda coperta durante una fredda serata invernale.


Lasciamo che quel bambino che è in noi ci porga la sua mano e ci accompagni attraverso la sua magia. Proviamo ad ascoltare quel bambino che ci accompagna attraverso i nostri ricordi e le nostre emozioni, lasciamo che esse ci avvolgano.

Elaboriamole funzionalmente al nostro benessere e diamoci la possibilità di alleggerire il nostro carico.


Lasciamo che sia Babbo Natale a prendere per un po’ sulle sue spalle il peso della nostra quotidianità, almeno il tempo necessario ad alleviare lo stress, permettendoci di incrementare il nostro benessere quotidiano, tanto a livello personale quanto a livello sociale.


Nello studio effettuato dal dott. Werner e da altri colleghi, le ricerche negli Stati Uniti hanno evidenziato come, coloro che sono soliti addobbare l’esterno della propria casa, vengano percepiti dai propri vicini come più socievoli ed aperti al dialogo, incentivando così le relazioni tra gli stessi e permettendo la strutturazione di una rete sociale più ampia.


Il periodo natalizio, dunque, rappresenta un’opportunità da sfruttare per ridurre l’impatto della quotidianità sul nostro benessere bio-psico-sociale sperimentando emozioni piacevoli, entrando a contatto con la nostra interiorità, con i nostri ricordi e, perché no, con coloro che vivono al nostro fianco, ponendo le basi che ci accompagneranno fino al Natale successivo.


Dott.ssa Giulia Morlupi

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