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La Sindrome dell'ape regina

Perchè le donne sono più spietate con le altre donne?



Il diavolo veste Prada è uno dei film più amati dalle donne e dagli amanti del mondo della moda: Miranda Priestly, interpretato magistralmente da Meryl Streep, è uno dei personaggi più iconici di questa pellicola. Lei è il caporedattore della seguitissima rivista di moda Runway, una donna di grande successo, i cui giudizi sono temutissimi, con una competitività quasi ossessiva e un'intransigenza sul lavoro davvero esponenziale.

Si tratta di un personaggio che incarna alla perfezione chi è affetto dalla Sindrome dell'ape regina, una condizione psicologica che danneggia chi la subisce ma anche, inevitabilmente, chi ne è affetto.


Cos'è la Sindrome dell'ape regina: tratti caratteristici

Ogni alveare ha una sua ape regina, l'unico punto focale dell'intera colonia di api, la femmina certamente dominante: solo l'ape regina può riprodursi, mentre tutte le altre api svolgono ogni tipo di attività esclusivamente al suo servizio.

Soprattutto nell'ambito lavorativo, ma non solo, l'ape regina è quella donna che ha raggiunto una certa posizione di leadership, mostrando questa sua superiorità sulle altre donne sue colleghe, annientandole invece di aiutarle.


Ci sono degli atteggiamenti che sono chiari sintomi della Sindrome dell'ape regina e tra questi c'è il pettegolezzo, il chiacchiericcio riguardante le altre donne, mai innocente o curioso ma sempre, umiliante, negativo e degradante.

Ci sono poi quegli atteggiamenti tipicamente passivo-aggressivi che portano il soggetto che soffre di questa sindrome a prevalere costantemente, in maniera anche sottile, sugli altri, arrivando così anche a perdere le amicizie.


Nello stesso tempo, il farsi terra bruciata intorno, non impedisce il cercare delle alleate, una sorta di suddite, ma sempre sottomesse e mai in posizione preminente rispetto all'"ape regina".

Si può qui ricordare il racconto fatto da Erodoto in riferimento al consiglio che Trasibulo diede all'imperatore Tarquinio il Superbo: l'uomo consigliò di eliminare tutte le persone potenzialmente pericolose attorno a lui (quelle spighe di papavero che svettavano in un campo), tra le più capaci e influenti, in modo da non mettere in pericolo il suo impero. Questo esempio rientra in un'altra sindrome, quella del Papavero Alto, ma è assolutamente calzante anche nel caso della Sindrome dell'ape regina.


Una sindrome che può tramutarsi anche in bullismo

La Sindrome dell'ape regina è una condizione psicologica che il più delle volte interessa non solo persone forti caratterialmente, ma soprattutto soggetti insicuri che hanno un autostima molto bassa: in pratica si tratta di soggetti che non sentendosi mai abbastanza e inadeguati, una volta che hanno raggiunto una certa posizione privilegiata, non smettono mai di affermare la loro superiorità sugli altri, dimostrando così a loro stessi il proprio valore.


Molti considerano questa sindrome come figlia di un passato dove la donna ha sempre dovuto subire l'idea maschilista dell'uomo più adatto a determinate posizioni di potere, accontentandosi solo delle briciole. Questo ha portato la donna di successo ad avere quasi come modello la classica figura di potere maschile dominante, comportandosi di conseguenza con le altre donne.


Quello che ancora resta incolmabile a oggi è il gap tra la fratellanza e la sorellanza tra donne, ancora molto lontana: la donna di potere affetta da Sindrome dell'ape regina arriva al contrario a esercitare spesso comportamenti psicologicamente violenti, una sorta di bullismo che quotidianamente diventa quasi insopportabile per chi lo subisce.


Le vittime di questa sindrome si ritrovano a vivere e lavorare in un ambiente ostile e poco collaborativo, subendo angherie palesi o implicite alle quali trovano difficile reagire, proprio perché si ritrovano in posizione subordinata.

Approfondiamo la definizione della Sindrome del Papavero Alto

La Sindrome del Papavero Alto può essere definita come una logorante e irrefrenabile invidia nei confronti dei successi altrui, sia nell'ambito sociale che sentimentale che lavorativo. Si tratta dunque di una condizione psicologica che trova terreno fertile in una società come quella attuale, competitiva e manovrata ampiamente dai social: oggi a influenzare maggiormente è il mondo superficiale e patinato, molto difficile da affrontare e da gestire per chi ne è protagonista e per coloro che lo subiscono.


Perché questa sindrome ha un nome così curioso?

Ebbene il papavero è notoriamente un fiore che cresce molto in altezza, superando di gran lunga gli altri fiori: capita spesso di ritrovarsi in un campo e osservare quanto i papaveri svettino e si facciano notare rispetto al resto della vegetazione, in una posizione assolutamente dominante.


A tal proposito, come anticipato precedentemente, non si possono non ricordare ed esplicitare alcune citazione di Erodoto in relazione alla figura dell'imperatore Tarquinio, soprannominato l'Orgoglioso. Si narra che quest'ultimo avesse inviato il proprio messaggero alla ricerca di un certo Trasibulo, per avere da lui consigli su come mantenere saldo il proprio potere. Quando il messaggero raggiunse Trasibulo e gli riferì la richiesta, costui non proferì parola e cominciò ad aggirarsi per i campi tagliando tutte le spighe più alte, riponendole poi al suolo. Quando il messaggero riferì dell'accaduto a Tarquinio, l'imperatore capì che doveva eliminare tutti coloro che potevano mostrarsi superiori agli altri, in modo che nessuno potesse mai mettere a repentaglio il suo potere.

Come si manifesta la Sindrome del Papavero Alto

La Sindrome del Papavero Alto porta chi ne soffre a provare una invidia forte nei confronti di chi ha successo, tanto da arrivare non solo a sminuirlo ma addirittura a sabotarlo in qualche modo, con un profondo sentimento di rabbia e di frustrazione. Chi è affetto da questa sindrome arriva addirittura a temere egli stesso di raggiungere un certo traguardo, evitandolo in tutti i modi per non subire dagli altri la stessa invidia che lui stesso prova per gli altri.


Si capisce bene che questa sindrome si traduce in un depotenziamento delle proprie capacità e della propria motivazione, in una rinuncia a provare: di conseguenza l'autostima in questi soggetti è molto bassa, portandoli in alcuni casi a sminuire anche i propri piccoli traguardi, relegandoli solo alla fortuna e al mero caso e non a una propria riuscita.


Andare oltre la Sindrome dell’ape regina e del Papavero alto

La parola chiave è diversità, che tradotta in parole povere valorizza l’unicità. In ogni ambito della vita occorre liberarsi delle zavorre e promuovere un ambiente inclusivo e diversificato, questo permetterà alla competizione negativa di estinguersi, perché non troverà più terreno fertile. 



Dott.ssa Lisa Di Giovanni

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