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La prostata

Aggiornamento: 31 ago 2023


Cos'è e quali funzioni svolge


Parliamo di …uomini! O, meglio, di prostata. È sicuramente vero che i problemi alla prostata sono molto frequenti, soprattutto quando si superano i 45 -50 anni, ma la buona notizia è che esistono diverse strategie utili a risolverli e talvolta anche a prevenirli.

Ma vediamo ora di capire meglio cos'è la prostata e quali funzioni svolge.

La ghiandola prostatica, più comunemente detta "prostata", è una ghiandola molto piccola, delle dimensioni e peso di una castagna, dell’apparato genitale maschile composta sia da tessuto fibroso sia da tessuto muscolare.

La sua funzione è quella di produrre il liquido seminale, oltre che alcune sostanze essenziali per la sopravvivenza degli spermatozoi. È situata al di sotto della vescica e davanti al retto, ricoprendo la parte iniziale dell’uretra, che è il condotto che trasporta l’urina all’esterno del corpo.


È caratterizzata da lobi e da una parte centrale che cinge i dotti eiaculatori e la sua principale funzione è quella di produrre e immagazzinare il liquido seminale che verrà poi emesso al momento dell’eiaculazione.


Controlla ed influenza anche la minzione ed è proprio qualche disturbo di questi processi che spinge l'uomo a recarsi dall'urologo. Solitamente è la donna che durante il corso della vita fa tanta prevenzione, l'uomo è restio ad analisi e prevenzione anche perché la visita dall'urologo è fonte di fastidio ed imbarazzo ma occorre cambiare mentalità perché un consulto può salvare la vita anche perché man mano che l'età avanza la prostata può risentire di varie patologie.


Infatti dopo i 50 anni la ghiandola tende ad ingrossarsi andando incontro a quello che si chiama in termini tecnici ipertrofia prostatica benigna e non solo, in alcune circostanze possono avvenire infiammazioni, infezioni, calcolosi e cisti, ed anche il tumore prostatico, che è in netto aumento negli ultimi anni.


Le infiammazioni della prostata o prostatiti, sono molteplici, spesso con sintomi non ben definiti e difficili da riconoscere. Alcune cause note sono i disordini intestinali, abitudini alimentari scorrette, abitudini minzionali scorrette (trattenere l'urina) ed è quindi fondamentale affidarsi ad un urologo per una visita approfondita e capire le cause esatte del disturbo.

Solitamente i batteri che causano la prostatite sono normalmente presenti nella flora intestinale e da qui migrano per colonizzare le vie seminali, quindi l'igiene corretta è fondamentale per evitare ulteriori disturbi.

Alcuni sintomi noti sono il dolore sovrapubico, perineale (ai testicoli e/o all’ano), un dolore che si irradia all'interno della coscia, un aumento della frequenza minzionale, talvolta accompagnato da urgenza minzionale, bruciore e/o dolore durante la minzione, oppure un senso di incompleto svuotamento, sangue nello sperma, glande dolente ecc..

Alcuni di questi sintomi si presentano singolarmente oppure associati e possono anche cambiare nel tempo.


Spesso viene confusa con la cistite, soprattutto quando i disturbi minzionali sono diversi e tutti presenti ma solo un controllo da uno specialista con esplorazione rettale ed altre indagini potrà dare il corretto responso.

Grazie ad un semplice prelievo di sangue è possibile dosare il PSA, cioè l'antigene prostatico specifico, per valutare la salute della prostata. Infatti il PSA è una proteina prodotta esclusivamente dalla prostata ma che è considerata “erroneamente” solo un marcatore di tumore alla prostata.


L’aumento del PSA infatti può anche semplicemente indicare infiammazioni, infezioni, forme tumorali benigne.

In adulti sani e senza disturbi, c'è infatti un’alta probabilità di ottenere risultati falsi positivi, ossia valori alterati di PSA anche in assenza della malattia tumorale. Questo tipo di esame può anche portare a diagnosticare tumori a crescita talmente lenta che non si sarebbero mai sviluppati.


Diversi sono i casi di decessi di pazienti molto anziani che sono morti CON tumore alla prostata e non DI tumore alla prostata.

Dosare il PSA serve a controllare nel tempo i casi già trattati, operati, trattati con radioterapia o terapie ormonali, soprattutto per monitorare l’eventuale ripresa della malattia (recidiva biochimica).


La visita dall'urologo è quindi necessaria in ogni caso di disturbo, perché qualsiasi sia il problema non passerà da solo: ad esempio le infiammazioni alla prostata hanno bisogno di molto tempo per essere trattate, almeno 6 settimane per essere risolte senza problemi, e i farmaci che sono in grado di penetrare nel lume delle ghiandole prostatiche non sono molti.


Frequente, e in aumento, anche il tumore alla prostata che oggigiorno è curabile totalmente mediante diverse procedure.

In questo caso non sempre il valore del PSA nel tumore alla prostata è elevato, anzi, diversi sono i casi di tumore con un valore del PSA basso o nei limiti della norma, anche per questo il dosaggio del PSA NON può essere e NON DEVE ESSERE fonte di preoccupazione perché non è l'unico parametro di riferimento. Occorre una visita specialistica dall'urologo.


Se esso dopo esplorazione rettale avesse il sospetto di un tumore alla prostata richiederà una biopsia ed ulteriori accertamenti.

Se la biopsia confermerà l'esistenza di un tumore occorrerà valutarne la stadiazione, ovvero il grado di aggressività per la potenziale invasione verso altri tessuti.

La valutazione dell’estensione della malattia tumorale è un processo fondamentale per decidere il trattamento più idoneo. Solitamente è un tipo di tumore a crescita lenta ma se non trattato negli anni in fase avanzata può migrare e creare metastasi verso gli organi vicini, come linfonodi e ossa (soprattutto schiena e bacino).


Una prima valutazione dello stadio tumorale si esegue già con l’esplorazione rettale, ma per avere un'idea più precisa si usa la diagnostica per immagini, in particolare la risonanza magnetica multiparametrica che è in grado di valutare l'estensione locale del tumore e lo stato dei linfonodi regionali.


Anche la TAC può essere utilizzata nella valutazione dei linfonodi.

Invece per lo studio delle metastasi a distanza viene utilizzata la scintigrafia ossea.

Nei tumori a rischio basso e molto basso non è previsto alcun esame strumentale di stadiazione e si ricorre alla sorveglianza attiva monitorando nel tempo la malattia.

Tuttavia, non tutti i pazienti a livello psicologico se la sentono di convivere con un tumore in crescita, quindi spesso si ricorre alla rimozione della ghiandola mediante intervento che può essere accompagnato da cicli di radioterapia.

Alcune cure naturali sembrano trovare campo sulla salute generale della prostata. Si tratta perlopiù di prodotti ad elevata capacità antiossidante.

Succo di melagrana, un potente antinfiammatorio che aveva dimostrato in studi pre-clinici addirittura di inibire la crescita del tumore della prostata e di promuovere un'attività antitumorale cutanea.


Pur non essendo ancora chiaro cosa esattamente guidi l'effetto antitumorale del succo di melagrana, i componenti antiossidanti che esso contiene giocano sicuramente un importante ruolo. In laboratorio, il succo di melagrana arresta la crescita delle cellule cancerogene della prostata e questo, secondo i ricercatori, potrebbe accadere anche negli esseri umani. Nelle cellule cancerogene della prostata, infatti, quando vengono incubate con estratto di frutti di melograno (da 10 a 100 microgrammi per millilitro), in base alla dose somministrata, si stabilisce un'inibizione della crescita delle cellule tumorali dovute al fenomeno dell'apoptosi (morte cellulare programmata) o per necrosi delle cellule stesse.


Gli studiosi, inoltre, hanno anche osservato che la secrezione di PSA (Antigene Prostatico Specifico, o Prostatic Specific Antigen), correlato alla crescita del tumore, veniva inibita.

Esiste inoltre qualche studio che sostiene che bassi livelli di vitamina D siano associati ad una aumentata probabilità di sviluppare un tumore alla prostata e che quindi una corretta integrazione di tale vitamina possa avere effetto protettivo.


Ancora, il tè verde ricco di polifenoli sembra avere una funzione disintossicante e di 'pulizia' della prostata. Merito delle epigallocatechine derivate dal tè verde, importante però ricordare di usare tè verde puro, non già dosato in bustine e di lasciare in infusione almeno 10 minuti e bere nel più breve tempo possibile per non perdere i principi più volatili.

Anche il licopene contenuto nei pomodori, sembra avere funzione preventiva ma solo se il pomodoro viene cotto.

Oltre all'alimentazione, anche una costante attività fisica concorre alla prevenzione della prostatite. Basta una passeggiata di 30 minuti al giorno o qualche vasca in piscina per decongestionare la prostata e migliorare la circolazione sanguigna.


Via libera dunque a qualunque tipo di attività fisica e sportiva che aiuti a rimanere in forma, migliorare la circolazione, rafforzare il cuore e ritrovare il buonumore.

Anche il mantenimento di una regolare attività sessuale costituisce una specifica prevenzione delle ricadute e un reale trattamento, permettendo con l'eiaculazione lo svuotamento e il drenaggio dell'organo.


Avere rapporti sessuali, oltre al benessere della mente, del corpo e dell'anima, è utile anche a prevenire o curare le patologie della prostata. Ogni tanto una buona notizia.

D'altro canto, l'astinenza risulta essere nociva in quanto favorisce le infezioni.

Sconsigliata anche la pratica del coito interrotto.

Quindi, cari maschietti, non rinunciate a seguire una buona alimentazione, coinvolgete la vostra partner in una buona passeggiata all'aria aperta e soprattutto coinvolgetela a sperimentare nuove emozioni sotto le lenzuola.



Dott.ssa Simona Repetto



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