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In inverno senti di più la stanchezza?

18 ore fa
Tempo di lettura: 6 min

Non è solo colpa del freddo



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Luce, ritmo, alimentazione e piccoli gesti quotidiani:

una lettura naturopatica per attraversare i mesi freddi con più energia



Ci sono mattine d’inverno in cui uscire dal letto sembra richiedere un’energia sproporzionata. La sveglia suona quando fuori è ancora buio, il corpo vorrebbe rimanere sotto le coperte; durante la giornata aumenta il desiderio di caffè, pane, cioccolato o qualcosa che ci dia una gratificazione immediata.



La sera, invece di sentirci davvero riposati, siamo spesso semplicemente scarichi. È una sensazione molto comune. Eppure, il più delle volte cerchiamo di affrontarla facendo esattamente quello che facciamo durante il resto dell’anno: stessi ritmi, stessi orari, stessi impegni, pretendendo dal nostro organismo la stessa energia di giugno.


Dal punto di vista naturopatico, l’inverno può essere osservato diversamente: non necessariamente come una stagione da “combattere”, ma come un periodo in cui il corpo chiede un adattamento. La natura rallenta. Le giornate diventano più corte, la luce diminuisce, le temperature scendono. Noi, invece, continuiamo spesso a vivere come se le stagioni non esistessero. Forse una parte della stanchezza invernale nasce proprio da questa distanza. Il problema: viviamo l’inverno con il ritmo dell’estate.


L’organismo umano è estremamente sensibile alla luce e all’alternanza tra giorno e notte. La luce naturale rappresenta uno dei principali segnali attraverso cui il nostro orologio biologico comprende quando è il momento di essere attivi e quando quello di prepararsi al riposo. In inverno ci svegliamo frequentemente con poca luce, trascorriamo molte ore in ambienti chiusi e, quando usciamo dal lavoro, è già buio.

A questo si aggiungono giornate molto dense: telefono appena svegli, pasti consumati velocemente, poche ore all’aperto, sedentarietà e serate trascorse davanti a schermi luminosi.



Il risultato può essere una sensazione paradossale: siamo stanchi ma facciamo fatica a riposare davvero.

E quando l’energia diminuisce, la risposta più immediata è spesso cercare qualcosa che la faccia risalire velocemente: un altro caffè, uno snack zuccherato, una bevanda energetica.

Il sollievo arriva, ma dura poco.

Un approccio naturopatico può invece partire da una domanda diversa: prima di aggiungere qualcosa, cosa possiamo riequilibrare nelle nostre abitudini quotidiane?


Non servono necessariamente prodotti costosi o programmi complicati. Spesso sono proprio i gesti più semplici, ripetuti con costanza, a costruire il terreno sul quale il nostro organismo riesce a esprimere meglio la propria vitalità.

La prima medicina quotidiana dell’inverno: la luce.


Uno dei consigli più semplici è anche uno dei più sottovalutati: cercare la luce naturale durante le prime ore della giornata. Aprire le finestre appena svegli, fare colazione vicino a una fonte di luce naturale oppure uscire anche solo per una breve passeggiata può aiutare il corpo a percepire chiaramente che la giornata è iniziata. Non occorre trasformare tutto in una performance salutistica.


Dieci o quindici minuti all’aperto sono già molto diversi dal passare direttamente dal letto all’automobile, dall’automobile all’ufficio e dall’ufficio nuovamente a casa. Se possibile, una parte della pausa pranzo può diventare un piccolo appuntamento con l’esterno.

Camminare, respirare aria fresca, osservare la luce del giorno e interrompere per qualche minuto la permanenza continua davanti a uno schermo è un gesto semplice, gratuito e sorprendentemente potente anche dal punto di vista psicologico.


In naturopatia impariamo spesso a guardare l’essere umano come un sistema inserito nell’ambiente. E la luce è ambiente quanto ciò che mangiamo o l’aria che respiriamo.


A tavola: cercare stabilità, non picchi di energia

Durante i mesi freddi cambia spesso anche il nostro rapporto con il cibo. Desideriamo alimenti caldi, consistenti e rassicuranti. È naturale. Il problema nasce quando la ricerca di comfort diventa una sequenza continua di zuccheri, prodotti molto raffinati e spuntini consumati automaticamente. Per mantenere un’energia più stabile durante la giornata può essere utile costruire pasti completi e semplici.


Verdure di stagione, cereali integrali o semi-integrali, legumi, frutta secca, olio extravergine d’oliva e fonti proteiche scelte in base alle proprie abitudini alimentari, possono comporre piatti nutrienti e appaganti. L’inverno offre moltissimi ingredienti che sembrano nati proprio per questo tipo di cucina: zucca, cavoli, broccoli, radicchio, finocchi, porri, carote, agrumi, mele, pere, castagne, lenticchie, ceci e fagioli.


Anche il modo in cui cuciniamo può cambiare. Zuppe, vellutate, minestre e piatti tiepidi possono diventare un modo piacevole per aumentare la presenza di vegetali e legumi senza vivere l’alimentazione sana come una punizione.

E poi c’è l’acqua. Con il freddo sentiamo meno sete e molte persone finiscono per bere molto meno rispetto all’estate. Una tisana calda, un infuso non zuccherato o semplicemente dell’acqua a temperatura ambiente possono aiutarci a mantenere una buona routine di idratazione. La naturopatia, prima ancora di occuparsi di integratori, dovrebbe ricordarci proprio questo: le fondamenta vengono prima degli accessori.


MUOVERSI PROPRIO QUANDO NE ABBIAMO MENO VOGLIA

Quando siamo stanchi tendiamo naturalmente a muoverci meno. Ma meno ci muoviamo, più possiamo percepire pesantezza, rigidità e mancanza di slancio.

Non significa che in inverno sia necessario allenarsi intensamente ogni giorno. Significa evitare che il movimento scompaia completamente. Una camminata di venti minuti, qualche esercizio di mobilità appena svegli, fare le scale, parcheggiare un po’ più lontano, scendere una fermata prima dai mezzi pubblici: il movimento quotidiano può essere molto meno spettacolare di quanto immaginiamo.

Il corpo non ha bisogno solo della palestra. Ha bisogno di essere utilizzato. E soprattutto ha bisogno di regolarità. Meglio una passeggiata breve quasi ogni giorno che un allenamento estenuante una volta ogni tanto seguito da una settimana di immobilità.



l rituale dei 20 minuti: una soluzione alla portata di tutti

Se dovessi trasformare tutto questo in una pratica semplice da proporre durante l’inverno, sceglierei un rituale di venti minuti da svolgere preferibilmente nella prima parte della giornata.

5

 minuti per iniziare senza telefono: aprire la finestra, bere qualcosa, respirare con calma e lasciare che il corpo passi gradualmente dal sonno alla veglia. 

10

 minuti all’aperto, possibilmente alla luce naturale. Anche semplicemente camminando intorno a casa, accompagnando i bambini, portando fuori il cane o percorrendo a piedi una parte del tragitto quotidiano.  

5

 minuti possono essere dedicati a un movimento leggero: allungarsi, mobilizzare spalle e schiena, fare qualche piegamento sulle gambe o semplicemente camminare un po’ più velocemente.



Non è una terapia. Non promette miracoli. Ed è proprio questo il suo valore. È una pratica realistica, economica e facilmente ripetibile che manda al nostro organismo tre messaggi molto chiari: è giorno, è il momento di muoversi, la giornata è cominciata. Aggiungendo pasti regolari, una buona idratazione e una maggiore attenzione alla qualità del sonno, questi piccoli segnali possono diventare parte di una vera routine di benessere invernale.


Anche la sera ha bisogno del suo inverno

C’è infine un aspetto che spesso dimentichiamo: per avere più energia non dobbiamo soltanto imparare ad attivarci meglio. Dobbiamo anche imparare a spegnerci. Le nostre case, di sera, possono facilmente trasformarsi in una seconda giornata: luci intense, notifiche, televisione, computer, social network, lavoro arretrato. Il corpo riceve pochi segnali che indicano che è arrivato il momento di rallentare. Creare un piccolo rituale serale può essere altrettanto importante di quello mattutino.


Abbassare progressivamente le luci, mettere via il telefono qualche minuto prima di dormire, leggere, fare una doccia calda, preparare una tisana o semplicemente concedersi dieci minuti di silenzio sono modi per costruire una soglia tra la giornata e la notte.

Anche questo è naturopatia: non aggiungere continuamente stimoli, ma creare le condizioni perché il corpo possa ritrovare un ritmo.


L’inverno non è un nemico

Forse la domanda più interessante non è: “Come posso avere in inverno la stessa energia dell’estate?”.

Potrebbe essere: “Di cosa ha bisogno il mio corpo in questa stagione?”


A volte la risposta sarà più riposo. Altre volte sarà più luce, più movimento, una colazione diversa, una passeggiata, una serata meno affollata di stimoli.

Non abbiamo bisogno di vivere ogni mese dell’anno allo stesso modo. Seguire maggiormente la stagionalità significa anche accettare che il benessere non sia qualcosa di statico, ma un continuo processo di adattamento.


La naturopatia può essere utile proprio quando ci riporta a questa semplicità: osservare prima di intervenire, costruire buone abitudini prima di cercare scorciatoie, ascoltare i segnali del corpo senza trasformarli immediatamente in qualcosa da mettere a tacere. Naturalmente una stanchezza intensa, insolita, persistente o associata ad altri disturbi merita sempre un confronto con il proprio medico, perché non tutto può essere attribuito alla stagione.


Per la normale fatica dei mesi più bui, però, possiamo cominciare da qualcosa di molto concreto. Domani mattina, prima di cercare energia dentro una seconda tazza di caffè, proviamo a cercarla fuori dalla finestra. Potremmo scoprire che uno dei rimedi invernali più semplici era lì da sempre: luce, movimento e un ritmo un po’ più rispettoso della stagione che stiamo vivendo.



Dott.ssa Stefania Bonanno

1 commento

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2 ore fa
Valutazione 5 stelle su 5.

Concordo pienamente e applichero’ i consigli :)

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