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Il Tiro e la consapevolezza

Quando si parla di tiro a segno, la prima cosa che ci viene in mente è sicuramente un'arma da fuoco atta ad offendere oppure difendersi in caso di pericolo e questo deriva soprattutto dall’immagine che ci viene trasmessa dai film, dai mezzi di informazione, dalle attività svolte dai corpi militari e di polizia. Questo collegamento fa sì che un arma diventi uno strumento non solo pericoloso ma oggetto di pregiudizio nella mentalità di molti, creando una “spiacente” repulsione nei confronti di chi usa un’arma come una pistola, un fucile o una carabina, anche se utilizzato come strumento sportivo. Se è vero che un'arma porta su di sé il peso di tante azioni legate ad odio e cattiveria, bisogna anche pensare che è sempre l’uso che ne facciamo a rendere qualcosa un bene o un male.

Se riflettiamo bene, anche un’automobile diventa un pericolosissimo strumento di morte se non utilizzato correttamente. Infatti, quante volte assistiamo ad incidenti mortali o comunque gravi?

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Questa doverosa premessa è utile affinché ci sia la consapevolezza che le armi da fuoco o ad aria compressa (molto usate in gara), spesso sono utilizzate come strumenti sportivi che consentono di porre in essere abilità e capacità tecniche e mentali di un tiratore. Anche il tiro a segno sportivo, come tanti sport, svolge un ruolo importante per la formazione mentale, fisica e tecnica di chi lo pratica divenendo anche un valido strumento educativo. Non dimentichiamo - molti studi lo confermano - che l’aggressività, il coraggio, la paura, sono sentimenti insiti nell’uomo e saperli gestire è molto importante in quanto permette di migliorarsi, crescere e sviluppare qualità in grado di dare un valore aggiunto alla nostra vita privata e lavorativa. Pensiamoci bene, ma quante discipline sportive esistono che utilizzano le armi come mezzo? Tra queste voglio ricordare la spada, la sciabola, il giavellotto, l’arco. Le armi, oltre che ad essere oggetti utilizzati a scopo offensivo e difensivo e anche per garantire la sopravvivenza, conservano antichi rituali comunicativi e di scambi simbolici come la danza delle spade in Scozia, l’Heki che rappresenta il rituale nel tiro con l’arco giapponese.

Credo sia giusto rappresentare come praticare questo sport consenta di assimilare abilità che per poter essere raggiunte, necessitano di un lungo allenamento nonché di enormi sacrifici, soprattutto quando l’intento è confrontarsi con altri atleti in competizioni sportive a vari livelli.

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Se nella gran parte degli sport che conosciamo, la componente mentale rappresenta il 50% da allenare, nel tiro a segno la componente mentale rappresenta il 65-75%. La cosa entusiasmante di questa disciplina è quella di metterci a confronto soprattutto con noi stessi, attraverso un profondo dialogo interiore. Il dialogo interiore nello sport riveste un ruolo fondamentale, tanto che studi di psicologia nell’ambito sportivo hanno constatato come gli effetti del dialogo interiore, positivo e negativo, agiscono in modo molto differente sulle prestazioni (ad esempio nel nuoto, nel tennis, negli sport di abilità come quelle di tiro). In questi studi è stato riscontrato come gli effetti del dialogo interiore positivo consentono, per esempio, di migliorare la precisione di un calcio da parte di un calciatore. Tutto ciò ha reso palese come buoni risultati nello sport e non solo, dipendono dal fatto che un dialogo interiore incoraggiante riduce significativamente l’ansia nello sportivo incrementando l’autoefficacia delle azioni. Questa disciplina, come gli sport in genere, ha un grande ruolo formativo, infatti è consigliato anche per i ragazzi (possono utilizzare le armi ad aria compressa a partire dai 10 anni) in quanto insegna il rispetto delle regole, a mantenere l’attenzione e la concentrazione su quello che fanno a causa della pericolosità che potrebbe derivare da un uso superficiale dell’attrezzo. Oltre a questo aspetto altamente educativo, ci sono aspetti che divengono essenziali nell’apprendimento di questo sport, e con questo mi riferisco alla gestione della paura, al controllo delle emozioni, alla capacità di mantenere l’attenzione altissima nel momento del gesto tecnico.

Tutto ciò genera, in chi lo pratica, una continua lotta con se stessi o meglio tra ciò che pensiamo di essere o ciò che viene fuori quando ci troviamo in una situazione di confronto come una competizione sportiva. Ecco quindi che la nostra attività diviene un continuo confronto con noi stessi, perché metterà a nudo le nostre debolezze, le nostre paure, le nostre difficoltà nel capire ciò che non va e ciò che invece  funziona! Tutto questo diviene una continua crescita e  studio del nostro corpo e della nostra mente.

Una volta appreso i concetti fondamentali della tecnica e delle posture, una volta svolte con costanza le attività propedeutiche atte a garantire un'deguata preparazione fisica attraverso esercizi che consentono la tonificazione dei distretti muscolari interessati, si passa ad attività per migliorare la stabilità. Fondamentali sono gli esercizi propriocettivi e di equilibrio che consentono di avere una posizione stabile, altrimenti ogni tiro, se pur perfetto tecnicamente, sarebbe comunque inutile.

Quindi, una volta appresa la parte fisica e propriocettiva, la vera lotta diviene quella relativa all’allenamento mentale. 

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Ogni giorno ci si trova di fronte a se stessi perché l’emozione, la paura, l’ansia (soprattutto) in gara diviene campo di battaglia dei nostri limiti, ma anche delle nostre vittorie e della nostra crescita personale. Il tiro in gara diviene arte della meditazione e della consapevolezza e questa consapevolezza passa dalla giusta respirazione, dalla capacità di entrare velocemente e correttamente nello stato di “FLOW” (focalizzarsi in ciò che dobbiamo fare senza pensare ad altro) e quando il colpo sarà partito vedremo fin da subito se siamo sulla strada giusta, senza dimenticare che ogni giorno saremo una persona diversa, quindi ogni giorno dovremo combattere con stati d’animo, difficoltà e situazioni diverse. La bella notizia e che ogni volta che sapremo gestire le nostre emozioni e superare i nostri limiti saremo persone migliori e avremo quelle piccole, ma grandi soddisfazioni per gratificarci e sentirci più forti, anche quando dobbiamo affrontare le difficoltà della vita quotidiana. Per questo tengo a sottolineare che il tiro a segno non è solo l’arte di maneggiare un arma ma anche l’arte per scoprire se stessi, per migliorare la consapevolezza e puntare con efficacia al raggiungimento dei propri obbiettivi  con grande focus e motivazione!

Buona pratica a tutti.

Dott. Donato Lioce

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