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Il sogno infranto

Saturi della nostra routine, stanchi dei ritmi frenetici e delle ore trascorse nel traffico cittadino, quando rientriamo a casa, spesso ci capita di provare quell’immancabile nostalgia dei  nostri viaggi di piacere e dei luoghi visitati in passato e ci mettiamo subito a pianificare la prossima avventura. Vogliamo tornare a provare quelle sensazioni che solo il viaggio sa dare. Viaggiare significa provare un’infinità di emozioni diverse, ce ne sono a centinaia, ma per me, tra le tante, cinque sono quelle che più di ogni altra mi fanno stare bene al solo pensiero. Sono le tipiche sensazioni che chi viaggia spesso conosce alla perfezione.

L’emozione che si prova quando si entra in un aeroporto

Questa è una delle sensazioni più forti per chi ha una vera passione per il viaggio.

Per la maggior parte delle persone “normali” un aeroporto rappresenta soltanto una struttura, un edificio eretto al servizio di chi deve raggiungere mete lontane nel più breve tempo possibile, e solitamente luoghi di lavoro.

Per chi viaggia, per il mero piacere, questo luogo è pregno di un fascino indescrivibile. Rappresenta l’hub di collegamento tra la noia e le spensieratezza, la cattedrale della speranza nel deserto delle frustrazioni.

Chi viaggia conosce bene il vero fascino dell’aeroporto. C’è una forza intorno a questo luogo che fa salire il cuore in gola ogni volta che lo si vede. Non solo se  lo si raggiunge per partire ma anche quando si è in attesa di amici o parenti in arrivo. I tabelloni luminosi indicano le più svariate destinazioni e noi siamo lì a fantasticare su quale sia la meta che vorremmo raggiungere, così “al volo”, senza dire niente a casa.

Sarà il “caos organizzato“, saranno gli aerei che decollano dietro le vetrate, saranno le mille lingue che si possono ascoltare e i mille volti che si possono osservare, custodi di culture lontane e affascinanti.

Non è facile capire precisamente l’essenza di un aeroporto, ma una cosa è certa: è un luogo che fa emozionare chi ama davvero viaggiare. Quella dell’aeroporto è un’esperienza meravigliosa, che ti fa viaggiare con la mente prima che fisicamente. Perché questo luogo magico è dove tutto ha inizio.

Il timbro sul passaporto

Per molti, un momento chiave del viaggio è quello dell’atterraggio dell’aereo.

In realtà ce n’è uno ancora più intenso e riguarda quel libricino che tutti noi abbiamo imparato ad amare nel corso del tempo: il passaporto. Perché se è vero che tutti tirano un sospiro di sollievo quando l’aereo atterra - su alcune compagnie seguito da un applauso - è altrettanto vero che non puoi scaricare completamente la tensione finché non metti piede fuori dall’aeroporto. Anche se sei sicuro di non aver fatto niente di sbagliato, hai sempre un po’ di ansia immotivata quando sei in aeroporto, in attesa di uscire.

Irrazionalmente, pensi che per qualche strano motivo potresti essere rifiutato oppure semplicemente che ti abbiano perso i bagagli. Il timbro è la promessa che succederà qualcosa di meraviglioso.

La terapia del viaggiare lentamente

Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo e nel corso degli anni ho capito che nessuno più di un viaggiatore o una viaggiatrice ha compreso meglio questo concetto. Perché quando vivi la tua quotidianità, ti fai trascinare dagli eventi e ti fai anestetizzare dalla routine. Sembra che nella vita di tutti i giorni sia impossibile prendersi un attimo per pensare, o anche solo dire “basta, mi devo fermare e staccare da tutto“.

Il viaggio non solo ti dà questa possibilità, ma ti impone di fermarti.

Chiunque abbia viaggiato lo sa bene: a volte non puoi fare altro che mettere il cuore in pace ed aspettare. Succede soprattutto nei lunghi viaggi in treno o in bus. Ti siedi, osservi fuori dal finestrino e ti ritrovi improvvisamente senza nulla da fare. Inizialmente pensi che ti annoierai a morte, ma poi il groviglio di pensieri si scioglie e inizi a goderti davvero il lento scorrere del tempo. Passare ore e ore a osservare il paesaggio che scorre con la testa premuta contro il finestrino è una terapia. È la terapia del viaggio.

Svegliarsi in un luogo tutto da esplorare

Parlando di sensazioni pure, come quella dell’aeroporto, è impossibile non menzionare quel mix meraviglioso che si prova svegliandosi in una città sconosciuta. Magari sei arrivato in piena notte direttamente dall’aeroporto e non hai visto niente se non qualche palazzo illuminato. Vai a dormire stravolto e quando ti svegli intravedi quella città che hai sognato per settimane. Un luogo di cui hai tanto letto e sentito parlare è finalmente davanti a te, tutto da scoprire… un viaggiatore vive per questi momenti. La sera prima della partenza. C’è un momento in cui tutto si ferma. Hai preparato il tuo zaino con cura, hai tirato fuori il passaporto, hai ricontrollato per la milionesima volta l’orario del volo e hai fatto un resoconto mentale di tutto ciò che succederà il giorno successivo. A quel punto fai un lungo respiro, chiudi gli occhi e provi a rilassarti un attimo. Immagini cosa succederà di lì a poche ore. Ti vedi nell’aeroporto, con gli occhi che brillano davanti al display luminoso che segnala i voli e i gate. Immagini tutte le persone che ti passeranno accanto, chi per andare in vacanza, chi per viaggi di lavoro, chi per tornare a casa. Sai che guarderai quella fiumana umana e proverai a indovinare la destinazione di ognuna di quelle persone. Poi ti sdrai nel letto e pensi che non riuscirai a dormire. Troppe emozioni, troppa vita che ti aspetta. Inizi a viaggiare con il cuore e con la mente prima del corpo, perché un vero viaggio inizia nella tua testa, quando lo immagini, lo sogni e lo desideri. Quando hai paura ma sei anche eccitato, quando non vedi l’ora ma non ti senti pronto.

In quel momento capisci che, anche se è la sera prima di partire, sei già partito.

Un’altra magia del viaggio.

Tra tutte queste belle sensazioni che regala un viaggio ce n’è qualcuna che non si annovera tra le più quotate, tra le più desiderate del turista incallito ed è quello - come lo chiamo io - del sogno infranto.

Non dovrebbe mai capitare a nessuno, ma vi assicuro che capita. Sto parlando del volo cancellato, del volo in ritardo, dell’imbarco negato per overbooking del bagaglio smarrito o addirittura della crociera annullata.

Insomma, situazioni che tutti noi viaggiatori, almeno una volta nella vita, abbiamo sperimentato sulla nostra pelle.

In quei momenti, il benessere regalatoci della sensazione della promessa del viaggio, ci è stato praticamente negato. Quanti di noi si sono sentiti traditi dagli eventi, inermi nei confronti di strutture burocratiche talmente grandi da non riuscire a capire come fare per poter riottenere il mal tolto?

Un amico che ha sperimentato questa brutta sensazione è venuto a conoscenza di una nuova realtà che tutela i viaggiatori dal cuore infranto. Sto parlando di “VIAGGIARE RIMBORSATI”, una nuova realtà in Italia di cui fa parte un pool di legali, che si occupa di verificare se esistono le condizioni per ottenere il rimborso integrale di pacchetti turistici o biglietti di viaggio, oppure il risarcimento dei danni direttamente o indirettamente imputabili all’organizzatore del viaggio anche per omessa osservanza/inadeguatezza delle misure previste in conseguenza del perdurare dello stato emergenziale da Covid-19.

La cancellazione dei voli è uno dei problemi più frequenti, seguito da ritardi ingiustificati superiori alle tre ore, oppure il mancato imbarco sull’aereo dovuto  ad una sovraprenotazione di posti disponibili. Quindi una vera e propria consulenza legale a tutela dei viaggiatori.

Niente male se pensiamo che fino a poco tempo fa eravamo costretti a infilarci in un ginepraio di regole e leggi soltanto per far valere i nostri diritti, ma ancor di più realizzare concretamente quella famosa vacanza che ci regalerà il tanto agognato benessere del corpo, della mente e dell'anima.

La redazione

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