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L'editoriale

Vito  Gadaleta - Rivista VITA.jpg

Cari lettori, 

benvenuti nell'anno 2026. Un anno che sarà sicuramente ricco di sorprese e soddisfazioni. Nessuno ci regalerà nulla, ma con la consapevolezza riusciremo a raggiungere i nostri obiettivi. Per questo ci viene incontro la Mindfulness, ovvero essere consapevoli di ciò che si sta facendo in un determinato momento, vivendo il qui e ora, senza perdersi con i pensieri verso un passato che non possiamo più cambiare o verso un futuro che non sappiamo cosa ci riserverà davvero.

 

La Dott.ssa Samantha Galloppa ci spiega come tutto ciò che il cervello percepisce come già conquistato, smette di generare eccitazione, non perché non sia più bello, ma perché non è più nuovo. Questo può accadere all'uomo che non ti desidera più, e non perché non ti ama. Tutto ciò comporta una sofferenza che non nasce dal conflitto in sé, come dichiara la Dott.ssa Lisa Di Giovanni, ma dal tentativo di evitarlo. Ignorare ciò che sentiamo crea una tensione sotterranea che consuma energia e si manifesta come stanchezza cronica, irritabilità, confusione o senso di vuoto.

 

A volte occorre soltanto una spinta motivazionale, suggerisce il Dott. Antonio Nuzzachi, per migliorare il proprio stile di vita e rinascere verso un benessere che risvegli corpo, mente e spirito, attingendo alle proprie risorse più autentiche. Parliamo di empowerment ossia la capacità di riconoscere e sviluppare le proprie risorse, di sentirsi protagonisti del proprio percorso di vita e di credere nelle proprie potenzialità. A volte occorre una motivazione chiara e sana. La Dott.ssa Anna Palermo, spiega che, soprattutto tra i più giovani, tutto ciò può avvenire attraverso lo sport, dove servono obiettivi chiari, celebrazione dei progressi e sostegno di coach, genitori e compagni.

 

Allo sport solitamente si associa una sana alimentazione. Purtroppo, in molti casi, il cibo spesso è usato come ricompensa naturale e regolatore emotivo. Secondo la Dott.ssa Simona Repetto, l’alimentazione non è un semplice atto fisiologico: rappresenta una delle più potenti ricompense naturali, sostenuta da un sofisticato sistema neuroendocrino e ci illustra come un comportamento alimentare errato possa essere figlio di molte forme di stress.

 

Piergiuseppe Meli chiude questo numero con un augurio: solleviamo un calice, avviciniamolo a quello di chi siede accanto, lo sguardo cerca un altro sguardo. Il corpo si distende, il respiro si allarga, il cuore accetta di pronunciare un augurio. In quell’istante lo stare bene smette di essere teoria e diventa presenza. Siamo qui, vivi, insieme, davanti a un calice che brilla.

Auguri a tutti Voi.

 

                                                                                                  Vito Gadaleta

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