Semedamore
Autore: Maurizio Rivera
Editore: Armando Curcio Editore
Pagine: 154
Alina e Gianni si amano, ma provengono da realtà profondamente diverse. Alina è una principessa uzbeka; Gianni vive, non senza disincanto, la grigia Milano. Il loro amore sarà ostacolato non solo dal tempo, ma anche da una serie di eventi che getteranno la giovane in un baratro di silenzio e vuoto. La loro storia apre le porte a un romanzo d’amore capace di raccontare la miscela emotiva di tre generazioni, in grado di incantare anche il pubblico più esigente. Una fiaba moderna, una spy story: questo e molto altro è il libro d’esordio di Maurizio Rivera.
Definire Semedamore semplicemente un romanzo sarebbe riduttivo. Il libro d’esordio di Maurizio Rivera, edito da Armando Curcio Editore e vincitore del premio letterario della casa editrice (categoria emergenti), è certamente un romanzo d’amore, ma arricchito da elementi di spy story e da riferimenti a fatti storici.
I protagonisti sono Alina e Gianni. I due si amano e, pur provenendo da mondi lontani, sviluppano un sentimento profondo e autentico. Tuttavia, una serie di eventi li porterà ad allontanarsi per quindici anni. Sarà la città di Baku a farli rincontrare, anche se la sventura è ancora una volta dietro l’angolo. La loro è una storia d’amore appassionante che, fin dalle prime pagine, accompagna il lettore in uno scenario ricco di emozioni e colpi di scena. La bellissima principessa uzbeka Alina troverà la felicità solo molto tempo dopo, attraversando guerre, difficoltà, silenzi e persino la sfida più ardua: ritrovare sé stessa.
Numerosi sono i salti temporali, attraverso i quali Rivera racconta tre generazioni a confronto. Ogni segmento narrativo offre uno sguardo su vicende e fatti riconducibili alla realtà storica. Se inizialmente le storie degli altri personaggi sembrano scollegate, col procedere della narrazione i tasselli del mosaico si ricompongono, dando vita a un dipinto completo e sorprendentemente vivido.
Di grande impatto sono anche gli scenari che l’autore dipinge con abilità sotto gli occhi del lettore. Ogni angolo del mondo appare attraversato da una storia senza tempo: Baku, Barcellona, Washington, Copenaghen, Atyrau, il deserto di Mangystau e molti altri luoghi arricchiscono il romanzo di colori, usanze e profumi di ogni genere.
Al centro della storia sembra esserci, per tutto il tempo, la cascina di nonna Esther e nonno Emilio. Attraverso un lungo flashback legato alle loro vicende, scopriamo il matrimonio nonostante la notevole differenza d’età, una sessualità vissuta come strumento di procreazione, la loro intensa luna di miele a Roma e, infine, il desiderio di offrire rifugio a disertori ed ebrei durante la guerra. Un’umanità fuori dal comune, che si riflette nella natura circostante la cascina. Un calore che, nonostante il trascorrere degli anni, il declino e la trasformazione del mondo, arriva fino ai giorni nostri, attraverso una casa che riprende vigore e musica, trasformandosi in un’oasi di pace.
Il romanzo di Rivera è scritto con un linguaggio scorrevole e moderno. La narrazione è fitta di eventi inattesi e di momenti di forte impatto emotivo. Gioia, rabbia, vuoto e paura si alternano pagina dopo pagina, fino a raggiungere picchi emotivi di grande intensità. È un romanzo che dà pieno significato al proprio titolo: il semedamore che nasce all’alba della generazione di Alina e Gianni germoglia nel tempo, arrivando al cuore di nuove figure e nuovi sguardi, aprendo scenari inimmaginabili e storie avvincenti.
Semedamore è una fiaba moderna che parla anche agli adulti, toccando le corde dell’anima di chi crede nell’amore e non ha intenzione di rinunciarvi, neppure di fronte alle brutture della vita. Un romanzo per grandi, capace di farsi piccolo per insinuarsi nelle fessure più fragili della coscienza. Un esordio che proietta Maurizio Rivera verso vette narrative importanti, dimostrando una scrittura autentica e profondamente sentita.
Dott.ssa Lisa Di giovanni
