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L'intervista

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Ipnologo, "Esperto in regressioni alle vite precedenti"

Cos'è l'ipnosi regressiva

Il pendolino oscilla nelle mani dell'operatore, la persona lo segue con lo sguardo e gli occhi si appesantiscono sempre di più fino a chiudersi del tutto. La voce calma e suadente dell'ipnologo guida la seduta fino a quando la persona si rilassa e si adagia sul lettino in una condizione di semi-coscienza.

Questa è l'immagine che ciascuno di noi ha riguardo l'ipnosi; immagini apprese soprattutto dai film.

Per sfatare questo mito e soprattutto per meglio comprendere questo metodo, abbiamo intervistato un Ipnologo "Esperto in regressioni alle vite precedenti" che si è formato con il metodo di Brian Weiss, uno psichiatra e scrittore statunitense i cui interessi includono aree pseudoscientifiche quali la reincarnazione, l'ipnosi regressiva, la progressione a vite future e la sopravvivenza dell'anima dopo la morte.

Nicola, come è avvenuto l’incontro con l’ipnosi regressiva?

È una domanda molto semplice ma molto intensa e profonda. Per quanto riguarda l’approccio è stato tutto dettato da un incidente di percorso. Prima dell'incidente, facevo tutt’altro nella vita, mi occupavo di sicurezza, di scorte. Poi, dopo tantissimi anni, un incidente mi ha portato a vedermi fuori dal corpo. Ho visto la mia persona sdraiata a terra. Vedevo la mia anima staccata dal corpo che osservava dall’alto questo corpicino chiamato contenitore. Dopo essere stato rianimato dai medici, mi sono ritrovato in questo contenitore (il mio corpo) e, dopo aver vissuto e provato la sensazione di distacco, ho provato una sensazione di inadeguatezza riguardo allo spazio per contenere la grande vastità della mia anima (energia).

Cioè mi stai dicendo che hai provato sulla tua pelle, quindi sulla tua energia vitale, quello che noi in realtà vediamo spesso nei film? Raccontaci bene questa cosa perché è importantissima.

Iniziamo dalla parte tecnica, così le persone possono capire meglio quello che mi è successo. Io ho avuto una tachicardia sopra ventricolare, il mio cuore pulsava a 300 battiti al minuto. Dopodiché mi sono ritrovato in ospedale per essere sottoposto ad un'ablazione cardiaca ossia un intervento chirurgico per il trattamento delle aritmie cardiache, necessaria quando i sintomi dell'aritmia sono invalidanti e la terapia farmacologica non è sufficiente.

Nel momento in cui è stato fatto questo intervento, c’è stato un “errore di manovra” e quindi il mio cuore si è fermato per 90 secondi. Ed è proprio in questo lasso di tempo che mi sono visto fuori dal mio corpo. Ho visto questo "contenitore" che era il mio corpo, vedevo tutte le persone e tutti i medici che giravano intorno a me.

Questa esperienza extracorporea mi ha fatto capire che non siamo fatti solo di corpo. Questa mia esperienza non è l’unica, ma posso assicurarvi che ci sono 8000 casi all’anno di esperienze extracorporee, proprio come è successo a me.

Ipnoterapeuta
 Giovane donna contemplando

Quindi è grazie a questa tua forte esperienza che ti sei avvicinato all’ipnosi regressiva. Spiegaci: cos'è?

L’ipnosi regressiva alle vite precedenti è un metodo, anzi una serie di metodi che ti portano ad attingere, attraverso un rilassamento del corpo e ad una maggiore attenzione verso te stesso, a dei ricordi ancestrali, antichi, lontani. Per chi come me che ha vissuto un distacco dal corpo, capisce che il corpo e l’anima fanno parte della stessa materia, ma nel momento in cui quest'ultima avviene il distacco, il corpo diventa semplicemente un contenitore. Ma l’anima rimane, passando di corpo in corpo.

L’ipnosi regressiva ti porta a ricordare le tue vite precedenti, ti mette in una condizione di “ricordo”, stacchi l’attenzione dalla parte esterna, cioè il mondo che ti circonda, e porti l’attenzione dentro di te. In questo

modo cominciano ad emergere dei ricordi. Cominci a ricordare delle tue esperienze di una vita passata e vedi, visualizzi in prima persona, in terza persona o immagini.

Tutto quello che ti "arriva" è supportato da prove scientifiche. Durante una seduta di ipnosi la persona può sentire dolore, sentire caldo o freddo, vivere un'emozione come piangere o ridere. Tutte queste cose ti arrivano solo se le hai vissute e se il tuo corpo ha realmente vissuto queste situazioni. In caso contrario il tuo corpo rimane impassibile, non sente nulla. Quindi questa disciplina, questi metodi, ti portano a ricordare cose di una tua vita magari lontanissima e ti può aiutare a sciogliere dei nodi importanti come paure, fobie, tic. Spesso, noi ci troviamo nella condizione di fare sempre le stesse cose e quindi ci arrabbiamo, perché non sappiamo il motivo per il quale continuiamo a sbagliare. Non è un errore, è un ricordo di un qualcosa che abbiamo già vissuto.

Capita anche a me di fare delle cose sbagliate e non saper dare un senso, non sapere perché continuo a fare gli stessi errori, oppure provo delle sensazioni particolari e non riesco a capire la provenienza. Intendi questo? 

Esattamente, facciamo un esempio pratico. Parliamo di una donna dolce, sensibile, carina, che trova sempre un compagno violento, che la tratta sempre in un certo modo. Lei si domanderà: com’è possibile che, pur essendo io una persona che ha una predisposizione dolce, sensibile, carina, trovo sempre persone violente?

Proprio perché andiamo a ricercare quelle caratteristiche, giacché  le abbiamo già vissute. 

Quindi, se vai ad affrontare questa situazione attraverso un ipnosi, si scioglie un nodo, perché la tua mente inconscia capisce e ricorda che quell’azione è un’azione ripetitiva e quindi la scioglie. E' successo tante volte anche alle persone che vengono da me in studio; magari hanno paura del buio o del fumo, sono donne che hanno vissuto i forni crematori di Auschwitz e quindi entrando anche solo in una discoteca e vedendo del fumo svengono. 

Oggi hanno risolto il problema. Però questa non è una guarigione fisica, ma spirituale. Non parliamo di medicina allopatica ma di medicina spirituale, che è molto più profonda.

Queste sono alcune esperienze che hai vissuto in prima persona attraverso il trattamento delle pazienti che vengono nel tuo studio per essere sottoposti ad ipnosi. Spiegaci: come avviene il primo approccio? Molti pensano che l’ipnosi avviene tramite l'uso del pendolino, con lo schiocco delle dita, con musiche, ecc.. Quali sono i rudimenti fondamentali di questa ipnosi regressiva? 

Innanzitutto vorrei chiarire che si tratta di clienti e non di pazienti, proprio perché parliamo di un qualcosa di spirituale e non di medico, quindi ognuno fa la sua parte, e la fa al meglio. Per quanto riguarda questa tecnica, non parliamo di perdita di coscienza o di amnesia o di fare ciò che ti dice di fare l'operatore. Si tratta di accompagnare una persona. Ti do la mano e ti accompagno in questo percorso, ma le gambe sono le tue e se non cammini con me non andiamo da nessuna parte. Si mette la persona in una condizione di lasciarsi andare, proprio perché non c’è nulla da parte mia che viene imposto per poterlo fare. Per quanto riguarda il rilassamento, la persona si accomoda sulla poltrona, fa un bel respiro e inizia a chiudere gli occhi. Ma tutto questo non parte così, appena arriva; c'è un gran lavoro che si fa in precedenza. Si parla con la persona, le si fa compilare un questionario che mi dà delle indicazioni, come ad esempio dove le sarebbe piaciuto vivere, che lingua le avrebbe fatto piacere  parlare, quali sono i suoi hobby. Questi sono dei piccoli indizi che mi portano a trovare una quadra.

Quando la persona viene da me è già predisposta a lasciarsi andare, ma non tutti hanno la capacità di farlo; almeno il 20% delle persone che tratto non ne sono in grado, quindi devo trovare il modo affinché questa persona si fidi e si affidi a me. I miei clienti, arrivano in studio in una condizione di fiducia e questo permette di raggiungere grandi risultati."

Ti è mai capitato che qualche cliente non sia riuscito a lasciarsi andare, perché magari nella sua vita attuale è una persona che non riesce a perdere il controllo? Cosa succede quando tu cerchi di analizzare queste persone?

Ci sono tantissime persone che non riescono a lasciarsi andare, magari per un periodo di stress, o magari perché vogliono avere tutto sotto controllo o perché sono delle persone perfezioniste che vogliono che tutto sia come dicono loro.

Quelle persone hanno bisogno di più tempo, ma non è detto che non si lascino mai andare.

Quando non si lasciano andare te ne accorgi, perché rimangono con gli occhi aperti o lo vedi anche dal respiro. Ti accorgi attraverso i loro comportamenti che non riescono o non vogliono lasciarsi andare, e si riprova la volta dopo, senza alcun problema. Ma prima di fare tutto ciò, ripeto, il questionario è importante, proprio per vedere questa persona a che livello di rilassamento può arrivare. Perché se mi arriva una persona tutta testa, che dalla mattina alla sera non fa altro che controllare se stesso e gli altri, questa sicuramente non riuscirà a lasciarsi andare.

Vito Gadaleta

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