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Benvenuto 2022. Fatti onore!

I pensieri si rincorrono mentre il vento continua a soffiare con forza. Nel silenzio della sera rimbomba il cigolio delle persiane che si muovono bruscamente e le luminarie natalizie dei balconi di fronte ondeggiano più del solito, tanto da sembrare una miriade di stelle cadenti. È già tardi, non si sentono voci lungo la strada, solo l’ululato del vento che spinge sui vetri delle finestre e muove riflessioni, curiosità, domande. Le rimescola come le foglie degli alberi sul viale, che prima trascina in aria e poi rimanda a terra.

 

Manca poco al nuovo anno e al consueto tempo dei bilanci. Ma più che a riflessioni su cosa ha rappresentato il 2021, sono incuriosita da ciò che sarà dal prossimo gennaio.

 

Mi immagino il 2022. Il nuovo anno che bussa alle porte del mondo intero, indossando sicuramente l’abito migliore, quello della festa. Un po’ come me da bambina che avevo il “vestitino della domenica”. Fantastico sul look. Sarà elegante, ma di certo non scintillante, non è aria di dress da palcoscenico. Lo immagino sobrio, senza paillettes e pomposità. Farà un ingresso festoso, ma misurato. D’altronde porta con sé una grande responsabilità. Quella di non deludere e di non privare. È atteso a braccia aperte da una platea piena di aspettative. Penso che sarà timido, intimorito e si sentirà un po’ soffocare. Non è certamente semplice presentarsi spavaldo allo scoccare della mezzanotte con tanto di fuochi di artificio e prendere il posto di un anno che purtroppo non ha soddisfatto pienamente.

 

Non ha avuto un compito semplice il 2021. Ha dato il cambio a un anno funesto, che ha messo a dura prova l’umanità. Non si tratta di una questione di pazienza o tolleranza. Ma di sopravvivenza. Subentrare all’anno critico, il 2020, che sarà ricordato soprattutto come l’anno della pandemia da Covid-19, non è per nulla facile. Come una mina impazzita, il virus è piombato a gamba tesa, sconvolgendo la quotidianità di tutti. Ci ha colto impreparati, impauriti, fragili. E ha causato anche tanto dolore.

Ancora scossi da questo terremoto, abbiamo atteso il 2021. L’energia non era tanta, la pandemia ha percosso corpo e mente di ciascuno. Ma c’era il forte desiderio di uscirne fuori e ci siamo attaccati a un barlume di speranza. Con coraggio e determinazione. Le cose, anche nel 2021, non sono andate esattamente secondo gli auspici. Ci sono stati momenti che hanno ridato fiducia e momenti scalfiti da varianti, che hanno ripresentato il triste conto del secondo lockdown. Così siamo arrivati a dicembre, non come al punto di partenza, ma probabilmente con ancora meno energia e con più aspettative.

Ecco perché provo a immaginare il carico di responsabilità del 2022. In pochi farebbero a gara per essere al suo posto.

Nessun anno vorrebbe essere etichettato come “da dimenticare”. Ogni nuovo inizio cerca di fare la sua parte con dignità, ma rimane talvolta preda degli eventi. Per questo vorrei fare un incoraggiamento al 2022. Come si fa con un amico prima degli esami. Dargli una pacca sulla spalla a gennaio e dirgli “Ti stavamo aspettando tutti”.

Poi sarebbe meraviglioso salutarlo a dicembre con un abbraccio, di quelli che questa pandemia ci ha privato da un po’, e ringraziarlo per averci quantomeno restituito la serenità.

Siamo ben consapevoli che ci vorrà tempo per ritornare alla normalità, ma avere più strumenti per difenderci da questa epidemia, sarebbe già qualcosa di importante. Permetterebbe di riappropriarci delle nostre energie e di ritrovare la fiducia.

 

Il conto alla rovescia è iniziato. Ci prepariamo a staccare l’ultima pagina del calendario in un viaggio nel tempo, tra una fine e un nuovo inizio. Anche se si tratta solo di un numero di differenza, rappresenta per tutti il punto di svolta verso un domani che si spera possa essere un significativo cambio di rotta.

Siamo pronti per mandare in archivio gli ultimi due anni e fare gli auguri per un futuro carico di speranza. Talvolta la cura più efficace è proprio quella di non spegnere la speranza, anche per ritrovare la libertà di cui avevamo perso il sapore.

Il countdown è ormai partito. Anche il vento, nel frattempo, si è placato; sembra un segnale benaugurante. Il “GiornoBuono” è alle porte.
“Ci contiamo, 2022. Meno tre, meno due, meno uno. Benvenuto e fatti onore!”.
Buon anno a tutti.

 

Buona lettura

Maria Brigida Langellotti

Giornalista

Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli la speranza

(Lucio Anneo Seneca)

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