TUTTA COLPA DELLE BOLLICINE

€ 18,00Prezzo
  • Genere: Narrativa contemporanea


    Pagine: 356

  • Un amore che inizia come una favola: due ragazzi che si conoscono e si innamorano come Giulietta e Romeo, alle pendici dell’Etna. È questa la storia di Eduardo Castelli e Michela La Torre. Un’estate rovente, che fa incontrare Michela, rientrata a Palermo per trascorre l’estate coi parenti ed Eduardo, l’ombroso figlio dei Castelli, tenutari di tanti ettari di vigne e di una rinomata etichetta vinicola. Un incontro fortuito nel casale dei Castelli, nel corso di una degustazione, che aveva annebbiato i sensi della giovane liceale, costringendola a riposarsi in una camera a caso. Per poi scoprire che si trattava proprio del letto del giovane rampollo, che inizialmente non reagì bene all’intrusione di questa estranea, salvo poi innamorarsene a prima vista, dopo averla osservata dormire come un angelo. Un’amicizia che nasce e a poco a poco si trasforma in amore, per poi interrompersi bruscamente per volontà di Eduardo, deciso a trasferirsi a Londra, per studiare recitazione e uscire dall’ombra di suo padre. Un gesto imperdonabile per Michela, che non riceverà più sue notizie per sei anni, fino a quando non ritornerà in Sicilia, alla morte dei suoi genitori. E sarà sua zia Patty, ad accoglierla e a offrirle una spalla su cui piangere, insieme a suo cugino Gabriele. E per una pura fatalità del destino, i destini dei due giovani si incroceranno di nuovo, con la consapevolezza per entrambi che il sentimento non era mai svanito del tutto. « “No ascolti lei! Sei anni fa sono stata presa in giro, ho sofferto come lei non può immaginare. Non permetterò che accada ancora, né per lei né per nessun altro”. Eduardo la fissava in viso senza dire nulla, accogliendo il risentimento di quelle parole, con un’espressione di vergogna. L’aveva ferita troppo, le aveva fatto passare momenti difficili. Sentì una stretta al cuore». Un grande risentimento che spesso cela un amore non del tutto sopito, che necessita solo di tempo per sanare le proprie ferite e di fiducia e dolcezza per rinascere dalle proprie ceneri.