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Libri e librerie

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Solo perché ti senti bene

Sembrerà una domanda retorica, ma ci siamo mai chiesti cosa ci fa stare bene?

Uno dei quesiti, credo, più difficili in assoluto: meglio lamentarci, si va sul sicuro. Tuttavia, le risposte potrebbero essere le più disparate: soldi, un bel lavoro, tanti amici, tante donne, la salute, tanto tempo libero, poche noie, anzi nessuna, fascino, eleganza, serenità, una fattoria…

E Nick? Cosa lo fa stare bene? Nick è il protagonista del romanzo di Solo perché ti senti bene, il romanzo di esordio di Salvatore Gagliarde [Segmenti Editore].

Tenendo un diario Nick ci racconta la sua vita che sembra svolgersi in una sorta di piacevole altalena: un lavoro di prestigio, ottimamente retribuito e una vita sentimentale abbastanza fortunata o, a seconda dei punti di vista, molto disordinata. Tanti amici e tante amiche.

Una sindrome di Peter Pan in versione sentimentale?

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Nick non è un improvvisato, né un dilettante. Lui è un manager, un maschio alpha, un tipo molto selettivo, come ama definirsi. Si è costruito, non senza fatica e impegno, una bella vita di cui non ci nega i segreti. Conosce benissimo i meccanismi della psiche umana e sa come usarli a proprio vantaggio. Anche se sembra volteggiare sulla vita e gestirla da padrone, Nick si impegna seriamente per dare e avere il meglio, da bravo uomo di sostanza, senza lasciare nulla al caso; un tipo determinato, insomma, non un improvviastore, ammirato – quando non invidiato – da uomini e donne. Conosce alla perfezione, in quanto scritti nel suo sistema operativo, come lui stesso ci confessa, la maggior parte dei riti sociali, di cui riesce a giovarsi in ogni occasione, sia professionale, sia privata. A volte un po’ fastidioso, ammettiamolo, un po’ troppo saputello, un po’ troppo sicuro, un po’ troppo figo, ma ecco dove sta il punto: lui sa benissimo cosa vuole, come ottenerlo e come gustarlo, ma non hai mai preso in considerazione cosa NON vorrebbe. Ed è proprio quando si trova a cozzare contro l’imprevedibile, contro il suo alter ego femminile, abituato a frequentare con piacere i suoi stessi postacci, che qualcosa si sfibra. Sì, ma cosa? Non riesce a capirlo, o forse sì, ma metabolizza in fretta, e si ributta, un po’ zoppicante, nella sua vita (dis)ordinata e/o (s)fortunata. Ma nulla è più come prima. Dalle righe del suo diario, si capisce che era proprio quella cosa imprevedibile – alla quale non riusciva a pensare – che forse avrebbe potuto finalmente dare un senso ai giri dell’altalena su cui si ostinava a sedere in balia, per usare le sue parole dell’ancestrale danza della seduzione. 

Alla fine resta una domanda alla quale Nick, nonostante la sua ostentata sicumera, non riesce a dare una risposta: la capacità di attrarre e di sedurre può essere sufficiente a trasformare un colpo di fulmine in una relazione?

E dire che gli sembrava di avere in mano il mondo.

Un’opera ben fondata, frutto di studio, mai banale, con interessanti spunti di riflessione di diversa matrice, e scritta con uno stile lineare e incisivo. Se non fosse uscita da una penna maschile, si potrebbe pensare a una sorta di femminismo gratuito ed è proprio qui il pregio dell’opera: il coraggio e la sincerità della confessione autoriale elevata a totem, a simbolo dell’ego alpha. Un j’accuse prezioso.

Ed è alla fine della lettura che si riesce a dare un senso alla frase di apertura: “Anche i personaggi sono da considerarsi frutto di fantasia. Tutti, tranne uno. Quello in cui ti riconosci tu”

 

Mario Borghi

Titolo: Solo perché ti senti bene

Autore: Salvatore Gagliarde

Editore: Segmenti

Pagine: 125

Prezzo: € 12,50

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